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Il giorno della marmotta...
Editoriali

...ovvero perché sono favorevole alla riforma dei servizi pubblici locali 

di  Dario Nistri 

Per quanto possa bruciare (e in effetti brucia) l'art.15 del decreto Ronchi mette fine al giorno della marmotta che va in onda ormai da 15 anni nella normativa di settore dei servizi pubblici locali. Come per Bill Murray in “Ricomincio da capo”, intrappolato nel giorno della marmotta (nel film il tempo si ferma e ogni giorno è il 2 febbraio), per la normativa di settore ogni legislatura comincia nello stesso modo e finisce nello stesso caos.

Il tema (i spl, non la marmotta!) è importante perché qualità e quantità dei servizi erogati incidono in modo determinante sui bilanci delle famiglie più in difficoltà e più in generale sulla qualità della vita di tutti. A questo proposito il primo problema è spiegare come mai la pressione fiscale italiana, quella vera (sopra il 50%), è superiore a quella dei cosiddetti paesi socialdemocratici del nord-Europa e i servizi pubblici sono sicuramente meno “sexy” di quelli che hanno loro.

Evidentemente occorre un intervento sia nel recupero dell'evasione, secondo il principio del “pagare tutti per pagare meno”, sia nel miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia del servizio.

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Duomo, sì da Comuni e sindacati
Firenze

da firenze.repubblica.it 

Via libera alla rivoluzione delle linee Ataf, con qualche variazione

di Maria Cristina Carratù

Giornata campale per il traffico, ieri, causa lavori di adeguamento della viabilità alla pedonalizzazione di piazza del Duomo. Punto caldissimo l´intersezione fra via Ridolfi e viale Strozzi, ridisegnata con nuovi cordoli provvisori, in modo da separare i due flussi per incanalarli poi nelle varie direzioni. Una novità che è costata qualche ora di caos, il tempo di regolare i nuovi tempi del semaforo e far «metabolizzare» la novità al traffico.

Ancora: mentre entravano in funzione per la prima volta tutti i semafori della futura tramvia (per «abituare» gradualmente alla novità), si sono formate code all´incrocio fra via del Prato e viale Rosselli, dove è stato allungato il cordolo fisso della tramvia (probabile, in futuro, il divieto di attraversamento di Porta al Prato verso Porte Nuove), e fra via Tornabuoni e via Rondinelli, dove è stata eliminata la catena e installato un nuovo semaforo che regolerà l´ingresso su via Cerretani.

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Tramvia: l'ex vicesindaco di Firenze non la pensa proprio.. come Renzi
Firenze

da www.metropoliweb.it 

Le esternazioni del sindaco Matteo Renzi di questi giorni riaprono il dilemma sulla tramvia al Duomo di Firenze. Ma cosa ne pensa invece uno dei maggiori artefici dell’attuale progetto, Giuseppe Matulli?
«Prima di tutto - esordisce l’ex vice sindaco - bisogna intendersi su cosa vuol dire pedonalizzazione del centro e della zona intorno al Duomo. Se vuol dire far entrare soltanto i mezzi pubblici, allora si sappia che tutto il mondo sceglie la tramvia. E non vedo perché noi, a Firenze, si debba invece scegliere la gomma. Secondo punto. Se poi siamo tutti d’accordo sull’utilizzo del trasporto pubblico in centro purché sia elettrico, allora non vedo perché si dovrebbe di nuovo essere in controtendenza rispetto al resto del mondo, dove si sta sostituendo i filobus con i tram che sono più convenienti. Terzo punto. Se si pensa di sostenere il trasporto pubblico in centro con i bussini elettrici, basta fare un rapido conto, non è questione
di opinioni, ma di matematica per rendersi conto della assurdità di questa ipotesi. Se oggi infatti passano duemila autobus, secondo un calcolo approssimativo all’incirca uno al minuto, per garantire lo stesso livello di servizio occorrerebbero cinque bussini per ogni bus normale, con una proporzione di 5 a 1 appunto, e un aggravio esponenziale dei costi per gli autisti. La logica della tramvia è invece esattamente l’opposta: mezzi molto più lunghi e capienti per diradare le corse in quel punto nevralgico e abbattere i costi di gestione del servizio».

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Tramvia, il vicesindaco risponde al comunicato dell'ENEL
Firenze
Questo è l'intervento del vicesindaco Giuseppe Matulli in merito al comunicato emesso da Enel:

"Sorprende che ENEL reagisca con tanta polemica ad una informazione giornalistica proprio per la collaborazione che ha caratterizzato il rapporto, anche abbastanza complesso fra Comune, Enel, RFI per la realizzazione della sottostazione di via Luigi Alamanni, per aver coordinato con i lavori della tramvia la posa dei cavi in Piazza Stazione e per predisporsi a chiudere via Alamanni (coordinando tale chiusura con gli altri cantieri di Piazza Stazione e di via Jacopo da Diacceto) con l'obiettivo sempre perseguito di ridurre al minimo i disagi e la funzionalità di un area così centrale e fondamentale come via Alamanni (così come è stato fatto su richiesta dei commercianti per la sospensione di una parte dei lavori nel periodo natalizio).
L'osservazione riportata dalla stampa, che i locali per la sottostazione di via Alamanni è stata resa praticabile il 2 febbraio, non costituisce alcuna notazione polemica ma è la constatazione oggettiva di uno stato di fatto inoppugnabile.
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Smog, il Tar condanna il comitato euro zero a pagare al Comune 4000euro
Firenze
Condannati dal Tar a corrispondere 4000euro più Iva al Comune. Si chiude così la vicenda del ricorso del 'Comitato euro zero' e di altri 27 cittadini che chiedevano l'annullamento dei provvedimenti presi dall'amministrazione comunale contro l'inquinamento e che prevedono il divieto di circolazione ai mezzi euro zero.
Nell'aprile del 2008 il Tar si era già pronunciato in via definitiva dichiarando l'inammissibilità del ricorso del 'Comitato euro zero'. La vicenda non si era chiusa perché i comitati avevano impugnato anche quest'ultima sentenza del Tar. "Adesso - ha detto l'assessore all'ambiente Claudio Del Lungo- la vicenda si chiude e i comitati sono stati sconfitti. Siamo soddisfatti perché il Tar ha riconosciuto la legittimità delle azioni del Comune e della correttezza delle sue azioni in materia di provvedimenti presi al fine di combattere lo l'inquinamento".
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