Articoli AMT Toscana

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La presidente dell'INU Viviani: "Firenze, serviva il tram al Duomo"

26.07.18 - In un'intervista rilasciata a Repubblica nel 2014 ma più che mai attuale la presidente dell'Istituto Nazionale di Urbanistica Silvia Viviani alla domanda "Come far convivere le esigenze dei residenti con quelle dei visitatori?" rispondeva: "I PIANI urbanistici non risolvono tutto. Per conciliare la vita di turisti e cittadini sono necessarie politiche pubbliche integrate. Non per limitare l' accesso ai turisti, ma per rendere le città disponibili a tutte le categorie. Saranno contenti anche i visitatori di arrivare in una città vera con funzioni diverse. E' un problema comune alle città d'arte conciliare il diritto di tutti a vedere una bellezza oggettiva con il fatto che se davvero vogliamo rendere le città sempre più accoglienti e amicali bisogna che lo siano per tutti.

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Pre-esercizio tramviario: un chiarimento di G. Mantovani

05.07.18 - La data di entrata in servizio della linea tramviaria di Firenze che dalla stazione SMN raggiunge l'ospedale di Careggi dal 30 giugno 2018 è stata posticipata di almeno una decina di giorni perché è necessaria una fase di pre-esercizio.  A seguire un contributo teso a chiarire il significato di  pre-esercizio di una linea tramviaria di Giovanni Mantovani, già responsabile unico della realizzazione della prima linea del sistema tramviario fiorentino nonché direttore del Comitato Scientifico di AMT.

"Negli ultimi giorni si è parlato spesso, a proposito della linea tranviaria di Careggi, di “pre-esercizio”. Il pre-esercizio è cosa diversa dalle prove di circolazione eseguite dal costruttore della linea ed anche da specifiche prove eseguite di concerto con l’Ustif (Ufficio Speciale per i Trasporti a Impianti Fissi, organo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il termine esatto è “esercizio simulato a vuoto” e consiste in un periodo in cui i tram circolano come se la linea fosse in funzione, quindi secondo il previsto programma di corse, ma senza passeggeri a bordo.

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Lunedì 16 luglio si inaugura la linea tramviaria Firenze SMN-Careggi

14.07.18 - La linea T1 della tramvia di Firenze che attualmente dal capolinea di Villa Costanza raggiunge la stazione di Firenze SMN estenderà il suo servizio nel nuovo tratto (finora chiamato linea 3) SMN-Careggi a partire dalla prima corsa del prossimo lunedì 16 luglio, in partenza dalla fermata De André alle 5:38. L’inaugurazione ufficiale è prevista lo stesso giorno alle 9:30, al capolinea di Careggi. Per le prime due settimane il servizio nel tratto stazione-Careggi sarà gratuito, dal 21 luglio inoltre ci saranno significativi cambiamenti delle linee Ataf dell’area. L’annuncio ufficiale è stato fatto dal sindaco Dario Nardella, in una conferenza stampa alla presenza dell’assessore comunale alla mobilità Stefano Giorgetti, di quello regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli, dell’AD di Gest Spa Jean-Luc Laugaa, e di Stefano Bonora amministratore delegato di Ataf Gestioni. La linea T1 Leonardo collegherà Villa Costanza a Careggi Ospedale con un tempo di percorrenza di 40 minuti. I chilometri della linea sono 11,5 e le fermate 26. La frequenza sarà di 4 minuti e 20 secondi e le corse 500 al giorno. Si stimano 20 milioni di passeggeri all’anno, una riduzione di CO2 pari a 12.500 tonnellate all’anno e 9.300 auto in meno in strada ogni giorno.

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Su Cityrailways un articolo sulla storia del TPL bolognese

05.06.18 - Consigliamo la lettura di un interessante articolo di Marco Chitti sulla controversa storia  dei progetti di mobilità pubblica degli ultimi trent'anni nella città di Bologna pubblicata recentemente dal portale Cityrailways. Nel riportiamo qui un breve brano e rimandiamo i nostri lettori alla lettura integrale direttamente dal portale attraverso il collegamento in fondo.

La città metropolitana di Bologna ha recentemente annunciato il ritorno del tram nel suo capoluogo, dopo che la rete tranviaria storica, aperta progressivamente a partire dal 1880, fu definitivamente dismessa nel 1963. Ai più informati questo annuncio può sembrare non nuovo e ricordare quando, qualche decennio fa, la “cura del ferro” sembrava dover essere somministrata anche sotto le due torri. Così non fu, e la storia dei progetti di mobilità pubblica del bolognese degli ultimi tre decenni rappresenta, per il suo intricato sviluppo e le sue molteplici giravolte, una saga emblematica di trent’anni di mancati appuntamenti nello sviluppo di una mobilità moderna nella nostra penisola.

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