Su Cityrailways un articolo sulla storia del TPL bolognese

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Su Cityrailways un articolo sulla storia del TPL bolognese

05.06.18 - Consigliamo la lettura di un interessante articolo di Marco Chitti sulla controversa storia  dei progetti di mobilità pubblica degli ultimi trent'anni nella città di Bologna pubblicata recentemente dal portale Cityrailways. Nel riportiamo qui un breve brano e rimandiamo i nostri lettori alla lettura integrale direttamente dal portale attraverso il collegamento in fondo.

La città metropolitana di Bologna ha recentemente annunciato il ritorno del tram nel suo capoluogo, dopo che la rete tranviaria storica, aperta progressivamente a partire dal 1880, fu definitivamente dismessa nel 1963. Ai più informati questo annuncio può sembrare non nuovo e ricordare quando, qualche decennio fa, la “cura del ferro” sembrava dover essere somministrata anche sotto le due torri. Così non fu, e la storia dei progetti di mobilità pubblica del bolognese degli ultimi tre decenni rappresenta, per il suo intricato sviluppo e le sue molteplici giravolte, una saga emblematica di trent’anni di mancati appuntamenti nello sviluppo di una mobilità moderna nella nostra penisola.

È la storia di amministrazioni che, come Penelope la sua tela, tessono prima progetti ambiziosi per disfarli poi ad ogni cambio di guardia: dal piano dei trasporti di fine anni Ottanta firmato da Willi Hüsler e Bernhard Winkler, si sussegue un’impressionante serie di proposte, progetti, mezze-realizzazioni e marce indietro che, anche per gli standard italiani, rappresentano un affresco stupefacente ed avvilente, una volta allineati in un’unica narrazione. Perché Bologna può essere un caso tristemente esemplare di tutto ciò che è andato storto nelle politiche pubbliche di mobilità (ma non solo) nell’ultimo trentennio di storia italiana. Da avanguardia di innovazione e sperimentazione negli anni Sessanta e Settanta, a circo barnum dell’improvvisazione, capace di tirar fuori dal cappello tutte le possibili stranezze trasportistiche in un turbinio di proposte che, dopo quasi trent’anni, lasciano la realtà bolognese esattamente al punto di partenza.  

L'intero articolo può essere raggiunto attraverso questo collegamento.