Ferrovie dello Stato: la conversione al ferro può ridurre l'inquinamento del 40%

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Ferrovie dello Stato: la conversione al ferro può ridurre l'inquinamento del 40%

29.02.12 - Le nostre ferrovie sono tra le prime aziende europee a rispettare le direttive ambientali della UE. Ogni viaggiatore abbatte le emissioni di  CO2 di 70 grammi per Km rispetto all'auto e di oltre 100 grammi rispetto ad un viaggio aereo.  Non è vero che i treni elettrici di oggi siano immuni dal produrre inquinamento: anche loro, seppur in maniera sostanzialmente inferiore rispetto al trasporto su gomma, contribuiscono ad inquinare l'atmosfera. L'inquinamento può essere indiretto, nel senso che consumando tanta energia elettrica le nostre centrali termoelettriche debbono lavorare di più, immettendo più fumi e CO2 nell'aria; in maniera diretta attraverso il particolato che si sprigiona dai freni delle ruote dei treni soprattutto nella fase di rallentamento e di frenata. Tutto sommato però sono al momento il sistema di trasporto meno inquinante in assoluto dopo le barche a vela e gli alianti. Una volta tanto le nostre ferrovie risultano tra le prime aziende europee ad adeguarsi alle direttive stabilite dall'Ue in materia ambientale, che (in linea anche con il protocollo di Kyoto) prevedono la riduzione del 20 % delle immissioni di gas serra e dei consumi di energia primaria.

«Presto - dichiarano con una punta di orgoglio i vertici FS - avremo, nelle grandi metropoli italiane, il 40 % di emissioni in meno ed un taglio di 2,5 milioni di tonnellate di CO2». Trasporti più «puliti» insomma. Ma soprattutto una migliore etica della mobilità. Ciò grazie ad una nuova gestione della rete ferroviaria, connessa con ciò che già esiste, che raddoppierà la capacità del sistema ferroviario italiano. In sostanza si potrà effettuare il doppio delle corse ferroviarie che è oggi in grado di reggere la rete. Inoltre la completa attuazione dell'Alta Velocità ferroviaria oltre a un notevole taglio dei tempi di percorrenza, si tradurrà «in alta qualità» per l'aria ed in risparmio energetico garantito.

 

 

Ma se il confronto auto-treno, in tema di trasporti, interessa poco ed è ignorato da tanti, basta dare un'occhiata a questi dati per capirci qualcosa: per ogni chilometro percorso in treno, ogni viaggiatore abbatte le emissioni di CO2 di 70 grammi rispetto all'auto e di oltre 100 grammi rispetto a un viaggio aereo. Nel rapporto treno-camion, invece, una tonnellata di merce emette ogni chilometro 122 grammi di CO2 in meno viaggiando su treno.

Il circuito virtuoso si è già attivato: l'incremento di viaggiatori registrato lo scorso anno sui treni regionali, riferiscono fonti delle FS, più di 60mila al giorno, ha determinato minori emissioni di CO2 nell'atmosfera per circa 37mila tonnellate.

Il risultato potrà migliorare anche grazie  al completamento della rete ferroviaria ad alta velocità in Italia, in particolare già sull'asse Torino-Milano-Roma-Salerno sottrae il 50% e in futuro si arriverà all'80% di viaggiatori ai collegamenti aerei tra Roma e Milano.

Ora con l'assurdo aumento dei carburanti, anche i percorsi medi, solitamente effettuati dai lavoratori pendolari, farà ulteriormente abbandonare il trasporto su gomma a vantaggio di quello su rotaia. In questo caso però bisognerà ricordare ai vertici di Trenitalia che non basta «coccolare» i viaggiatori sulle linee veloci (frecce), ma è necessario dare dignità anche ai convogli minori, quelli dei lavoratori che spesso lamentano ritardi e sporcizia negli scompartimenti.

Il treno sappiamo che è un valido abbattitore dell'inquinamento sia rispetto al trasporto aereo sia alla mobilità delle merci su gomma. E allora se vogliamo mitigare il clima dobbiamo migliorare anche i treni minori al punto da invogliare i «maniaci delle automobili a tutti i costi» a lasciare i loro mezzi inquinanti a casa.

I treni forse non salveranno il nostro ambiente malato. Ma sicuramente potranno fare molto per rendere la «nostra casa comune» un po' più sana e vivibile.

[Fonte: Accademia KRONOS]