Una riflessione di Alessandro Fantechi per il decennale della pedonalizzazione di Piazza Duomo

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Una riflessione di Alessandro Fantechi per il decennale della pedonalizzazione di Piazza Duomo

19.11.19 - Riceviamo dal Presidente di AMT Toscana Alessandro Fantechi una riflessione sugli effetti della pedonalizzazione di Piazza del Duomo a Firenze in occasione del suo decennale e siamo lieti di pubblicarla qui a seguire.

 "Dieci anni fa, il 25 ottobre 2009, Piazza del Duomo fu completamente pedonalizzata, negando agli autobus il transito da quella Piazza, attraversata da omnibus, tram a cavalli, tram elettrici, filobus e  autobus da quasi 150 anni.  

  Questa operazione fu acclamata da molti come una liberazione per la piazza “assediata” fino ad allora dal passaggio di 2000 autobus al giorno, una restituzione di questo spazio fondamentale per la storia della città ai cittadini e ai turisti, fino ad allora deturpato dal traffico pesante.

 Ma questa decisione ha costituito anche una pietra tombale sul progetto di passaggio del tram dal centro, con l’effetto di ritardare l’estensione del sistema tramviario alla metà orientale della città, condizionando le ipotesi di sviluppo in tal senso. 

 Molto è stato discusso sull’opportunità di questa operazione, soprattutto riguardo al fatto che la “liberata” Piazza del Duomo è ora invasa da turisti, dehors, e venditori ambulanti, di fatto estromettendo i fiorentini che non vivono di questi esercizi. L’accessibilità del centro per i fiorentini, ma anche per gli stessi turisti, è stata fortemente ridotta, con il trasporto pubblico affidato alla sola rete di bussini.

 Ma si vuole in questo documento porre l’accento su un aspetto che non pare essere stato affrontato nelle varie discussioni, cioè il costo che i fiorentini hanno direttamente subìto per la sola decisione di eliminare i transiti dei bus da Piazza Duomo.

 Vogliamo quindi riempire questa lacuna con alcuni rapidi, e semplicistici, calcoli. I circa 2000 transiti non erano infatti del tutto inutili: gli autobus nel tratto centrale erano mediamente molto pieni.  Per essere conservativi, possiamo stimare un numero di 30 passeggeri ad autobus, al fine di compensare le normali punte di affollamento (100 passeggeri) con corse semideserte. Quindi, 60000 passeggeri al giorno che utilizzavano questi transiti.
Di questi utenti, una porzione scendeva/saliva in centro, mentre una porzione lo attraversava (ad esempio tutti coloro che dalla zona Est/Sud della città volevano raggiungere la Stazione).

 Aver allontanato le fermate dal centro storico ha in genere comportato per i primi un maggior tratto di strada da fare a piedi per raggiungere la propria destinazione. I secondi hanno visto invece un allungamento della percorrenza, a causa del lungo giro imposto alle linee deviate, valutabile tra 5 e 10 minuti, a seconda delle linee.

 È vero che una parte di questi utenti ha magari optato per altre soluzioni, ma evidentemente, se prima del 2009 trovavano conveniente utilizzare il bus, la scelta forzata di una diversa soluzione dovrebbe aver comunque comportato nella maggioranza dei casi un qualche disagio o un costo superiore.

 Pare ragionevole considerare complessivamente (ma riduttivamente) tutti questi casi assumendo che con la nuova organizzazione delle linee di bus circa 50000 (delle 60000) persone ogni giorno hanno perso cinque minuti di tempo.

 Quindi, un totale di 250000 minuti persi, pari a 4167 ore, in ogni giorno lavorativo. Limitandosi ai soli 220 giorni lavorativi all’anno arriviamo a sommare 916740 ore, che negli ultimi 10 anni si sono accumulate ad arrivare a 9.167.400.

 Il valore del tempo dei passeggeri viene tipicamente valutato nelle analisi trasportistiche per il caso italiano tra i 3,75 euro per chi si sposta per motivi turistici fino a 18,66 euro per chi viaggia per lavoro . Possiamo considerare quindi un valore indicativo di 11 euro l’ora.

 Quindi il costo della Pedonalizzazione del Duomo può essere (sotto)valutato in 100 milioni di euro negli ultimi 10 anni, a carico di quegli studenti e lavoratori fiorentini che avevano scelto la modalità più ambientalmente sostenibile per raggiungere il proprio luogo di lavoro e di studio.

 È chiaro che questo costo debba essere confrontato con i benefici per la città dovuti al maggiore introito derivante da un maggiore sfruttamento turistico del centro, ma in una analisi costi-benefici dell’operazione questi costi devono essere presi in considerazione, ovviamente con stime ben più ponderate ed accurate di quella proposta in precedenza.

 E comunque, resta un po’ la sensazione che questi costi siano stati a carico di un notevole numero di fiorentini, mentre i benefici siano andati a vantaggio di un ristretto numero di operatori commerciali.

 Per rafforzare il concetto di quanto invece questo tipo di costi non siano adeguatamente presi in considerazione, si ricorda che quando i lavori di costruzione della tramvia hanno impattato notevolmente Piazza della Stazione, costringendo a deviazioni e tagli di linee di autobus, che hanno provocato caos e ritardi pesanti, ci si poteva aspettare che, questa situazione venisse affrontata come un’emergenza, riaprendo temporaneamente, e anche solo in parte, l’accesso di Piazza del Duomo agli autobus. In questo modo si è sancito l’indisponibilità di quella parte di città per i cittadini in caso di bisogno, mentre non è stato considerato come un costo inaccettabile per una città civile fare aspettare mezz’ora alle fermate centinaia di persone."

Alessandro Fantechi   

[1] Da: M. Ponti, P. Beria, A. Drufuca, R. Parolin, F. Ramella. Analisi costi-benefici del nuovo collegamento ferroviario Torino - Lione