Studio di fattibilità italiano per la ferrovia Addis Abeba-Massawa?

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Studio di fattibilità italiano per la ferrovia Addis Abeba-Massawa?

24.01.19 - L’Italia finanzierà totalmente lo studio di fattibilità della ferrovia che collegherà Addis Abeba con il porto eritreo di Massawa. L’ha promesso il premier Giuseppe Conte al primo ministro dell’Etiopia, Abiy Ahmed, in visita a Roma. Conte si era recato ad Asmara e ad Addis Abeba lo scorso ottobre. Poche settimane prima Eritrea ed Etiopia avevano siglato un secondo trattato di pace a Gedda, in Arabia Saudita, in presenza del monarca del regno wahabita e del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. Il primo accordo di pace, firmato a luglio tra i due leader, prevede, appunto, tra le altre cose, anche il ripristino dei trasporti e del commercio. E certamente proprio in base a questo articolo del trattato è scattata la promessa italiana. Un progetto per la ferrovia. Peccato che negli anni ’90, quando la pace regnava tra i due Paesi “cugini” del Corno d’Africa, una delegazione dell’allora Ferrovie dello Stato, guidata da Sara Stefanelli, si era recata ad Addis Abeba per studiare l’ammodernamento della vecchia strada ferrata che collega la capitale etiopica a Gibuti o trovare delle alternative verso i due porti eritrei Assab, appunto, e Massawa.

I tecnici italiani scartarono entrambe le ipotesi e giudicarono più conveniente la prima alternativa, perché il tracciato delle due discese verso l’Eritrea erano troppo impervio, costoso e difficile da realizzare. Ora la Addis-Gibuti è stata rammodernata dai cinesi mentre è abbastanza superficiale sostenere che la pace tra i due Paesi del Corno d’Africa è fatta e che quindi sono spalancate le porte dello sviluppo. Non è così e non sarà così finché la dittatura sanguinaria che comanda ad Asmara non sarà mandata a casa. Sperare anche di bloccare il flusso dei migranti investendo cifre colossali in infrastrutture è utopistico. La gente fugge perché è difficile vivere sotto un regime che ha imparato molto dal fascismo: repressione, mancanza di libertà e divieto di pensare, impoverimento di tutti. Quindi quella di Conte più che una promessa sembra proprio una boutade che sa tanto di campagna elettorale permanente.

L'intero articolo da cui è stato tratto il brano può essere raggiunto attraverso questo collegamento.